
In attesa che terminino i lavori in corso sotto la mia finestra, vi parlo di "Addio, Miss Marple", romanzo pubblicato nel 1976, dopo la scomparsa della sua autrice.
La Christie in "Il ritratto di Elsa Greer" affronta tematiche simili, con una giovane donna alla disperata ricerca di risposte sulla colpevolezza o innocenza della madre. In questo scritto però l'indagine è quasi interamente affidata alla protagonista femminile e al marito, rispetto che all'investigatore "ufficiale" (Miss Marple).
Gwenda, ritrovandosi nella casa in cui ha trascorso una breve parentesi da bambina, inizia ad avere degli strani flash legati ad un delitto che sembra non essere mai avvenuto.
Miss Marple sconsiglia alla coppia di scandagliare il passato, perchè sin dall'inizio è convinta che qualcosa di sinistro sia accaduto nella villetta.
I colloqui col Dottor Kennedy e l'avvocato Fane però, invece di scoraggiare Gwenda la spingono a tentare di rendere giustizia ad Helen, la ragazza uccisa, colpevole solo di voler essere libera e felice.
Miss Marple veglia su di lei, consigliandola e tenendola d'occhio con discrezione, nonostante la sua salute cominci a deteriorarsi. Sarà proprio l'intervento di Jane a rivelarsi provvidenziale in un momento di massima tensione narrativa.
La Christie omaggia John Webster citando "La duchessa di Amalfi", fa riferimento al "Terrore viene per posta" tramite l'Ispettore Primer e ci regala un piccolo cammeo della famiglia Bantry (C'è un cadavere in biblioteca e Assassinio allo specchio).
La lettura si è rivelata piacevolissima: è un romanzo che ben si presterebbe ad essere scelto per la tappa di un gruppo di lettura essendo incalzante e per nulla scontato.

Amate i gialli o in estate preferite concentrarvi sui romance ambientati al mare?
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