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giovedì 5 dicembre 2019

Segnalazione: "Shakespeare and Company" di Sylvia Beach

10:30 0 Comments
Titolo: Shakespeare and Company
Autore: Sylvia Beach
Casa editrice: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 6 settembre 2018


Sinossi

 Il 19 novembre del 1919 apre i battenti la libreria parigina più famosa al mondo: la Shakespeare and Company. 
Nelle vetrine fanno bella mostra di sé le opere di Chaucer, di T.S. Eliot e di Joyce mentre alle pareti sono appesi i disegni di Blake, ritratti di Whitman e Poe e due fotografie di Oscar Wilde in brache di velluto. 
A dare vita a tutto questo è l’americana Sylvia Beach, un uccellino di donna che fuma come un turco e che sognava di aprire una libreria francese a New York, prima che l’amicizia con Adrienne Monnier la spingesse a dare vita a una libreria inglese a Parigi. André Maurois è uno dei primi a fare gli auguri alla neonata libreria, portando una copia del suo piccolo capolavoro appena pubblicato: Les silences du Colonel Bramble. 
Ezra Pound, fuggito dall’Inghilterra con la moglie Dorothy, si offre di riparare una sedia e diventa un cliente abituale. E ovviamente non può mancare il punto di riferimento degli americani a Parigi, Gertrude Stein, con l’inseparabile Alice B. Toklas.
Shakespeare and Company diventa presto una tappa imprescindibile per tutti quei pellegrini degli anni Venti che attraversano l’oceano e si stabiliscono a Parigi, creando una colonia americana sulla Rive Gauche. Ma anche per coloro che, non potendo permettersi l’acquisto di volumi importati, si accontentano di prenderli in prestito. 
La tessera per abbonarsi vale, per gli scrittori dalle speranze in boccio, quanto un passaporto e, benché la regola dica che non si possono ritirare più di uno o due libri alla volta, Hemingway la infrange spesso portandosene via una mezza dozzina, e Joyce ne prende delle sporte intere, riportandoli dopo anni.
Ed è proprio a Joyce, e alla pubblicazione di Ulysses, che è legato uno dei capitoli più interessanti della Shakespeare and Company. Nell’estate del 1920, quando la libreria non conta ancora un anno di vita, in Inghilterra Harriet Weaver, pioniera joyciana e direttrice della rivista l’Egoist, ha già combattuto e perso la sua battaglia per l’Ulysses. 
Nessuno vuole assumersi il rischio di pubblicarlo, «Al solo sentire il nome di Joyce i tipografi inglesi scappavano come il diavolo davanti all’acqua santa», temendo conseguenze penali. Solo una persona, intuendo l’alto valore letterario di quello che è destinato a diventare uno dei capolavori indiscussi del Novecento, è disposta a rischiare il tutto e per tutto per darlo alle stampe: Sylvia Beach.


Curiosando nel Catalogo della Neri Pozza mi sono imbattuta in questo incredibile libro che l'anno scorso mi era sfuggito. Amo le librerie e la storia di questo celebre centro culturale non so davvero come mi sia sfuggita. Voi lo avete letto?
Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.

Un salutone da
Leryn

lunedì 7 ottobre 2019

Recensione: Downton Abbey (Sceneggiatura Prima Stagione)

17:34

Titolo: Downton Abbey (Sceneggiatura completa Prima Stagione)

Autore: Julian Fellowes

Editore: Neri Pozza


Sinossi

È il 15 aprile 1912 quando il Titanic affonda e più di 1500 persone perdono la vita. La notizia della tragedia fa il giro del mondo. Quando arriva tra le verdi campagne dello Yorkshire, in Inghilterra, nella tenuta di Downton Abbey, il conte e la contessa di Grantham appaiono più sconvolti e turbati di chiunque altro. 
Lo stesso destino che non ha concesso loro un figlio maschio, ma soltanto tre femmine, Mary, Edith e Sybil, gli ha appena strappato anche il legittimo erede della loro proprietà, Patrick Crawley, morto a bordo del transatlantico. 
Ora il nuovo beneficiario è Matthew, cugino di terzo grado della famiglia, un uomo "inopportuno", "scandaloso", che, in spregio a ogni nobile tradizione e costume, lavora per vivere.


Recensione
 
Il 24 ottobre arriverà in Italia il film Downton Abbey, basato sull’omonima e fortunata serie tv che probabilmente molti di voi conosceranno. Se così non fosse, vi suggerisco di mettervi in pari leggendo la sceneggiatura della prima stagione con le brillanti note di regia di Julian Fellowes. 
Vi imbatterete in molti dettagli curiosi relativi al cast, ai look sfoggiati dai protagonisti, ai dialoghi e apprezzerete alcune scene tagliate nella versione televisiva, ma interessanti per chi vuole scoprire tutti i dettagli di questa incredibile storia. 
Personalmente conoscevo solo alcuni estratti della serie tv e di conseguenza mi sono accostata alla lettura con grande curiosità e alte aspettative. Ho terminato il volume nell’arco di due giorni e poi, lo ammetto, ho cercato informazioni online sull’evoluzione della storia. 
Quando si mette (virtualmente) piede a Downton Abbey si resta stregati dal fascino di questa lussuosa dimora e dei suoi occupanti, le cui vite ci vengono svelate tra colazioni, pranzi e cene carichi di avvenimenti.
Se i nobili abitanti dei piani superiori affrontano crisi, proposte di matrimonio, s’innamorano e litigano, non meno movimentata si rivela la vita nelle cucine e le mansarde: c’è sempre qualcuno pronto a spettegolare, a rubare il lavoro al collega e a nascondere un segreto. 
Tra tutti i personaggi presenti ho adorato Bates, il valletto del conte Grantham per il suo senso del dovere, la fragilità e l’amicizia che ha saputo offrire a chi come lui si guadagna da vivere servendo gli altri. 
L’evoluzione che compie è senza dubbio uno dei punti di forza della storyline relativa ai domestici della tenuta, così come tra le gentili signore si distinguono Isobel e Violet, rispettivamente la madre di Matthew e la suocera di Cora (contessa di Grantham). 
La prima è una donna moderna, fermamente intenzionata a non recitare il ruolo di padrona di casa remissiva e incompetente, ma desiderosa di essere parte del cambiamento che auspica nel mondo che la circonda; la seconda è invece ancorata ai suoi privilegi e alla gabbia dorata nella quale è sempre vissuta, ma per amore della sua famiglia, sarà rivedere i suoi rigidi punti di vista e scoprirà che il mondo non si distingue nettamente in bianco e nero.

Voto: 5/5