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martedì 15 settembre 2020

Recensione: "La mia seconda vita tra zucchero e cannella" di Verena Lugert

 
Titolo: La mia seconda vita tra zucchero e cannella
Autore: Verena Lugert
Casa editrice: Astoria Edizioni
Data di pubblicazione: 12 settembre 2019
 
Sinossi
 
 “Una porta divide il mondo in due. 
Di qua il ristorante, tempio del piacere supremo e dell’eleganza in cui risuonano risate cristalline, battute pungenti e conversazioni fluide e dense come miele, 
interrotte qua e là dal tintinnio dei calici. 
Di là la cucina, l’universo parallelo in cui nei medesimi istanti il sangue scorre a fiumi perché qualcuno si è ferito, mentre altri piangono sommessamente con i nervi a pezzi, e altri ancora urlano, litigano, pestano i piedi, e – qualche volta – esultano.”

Un memoir-reportage sulle trincee delle cucine stellate, 
 ma anche un libro che racconta quant’è difficile e tuttavia entusiasmante cambiare vita, 
ricominciare dal livello più infimo della gerarchia lavorativa, dover obbedire a ragazzini che hanno la metà dei tuoi anni, abbandonare tutto ciò che ti aveva caratterizzato prima, 
l’indipendenza, in primo luogo, e la cultura letteraria, per poter diventare una cuoca di livello.
 
Recensione
 
Ho sempre desiderato scoprire come sono organizzate le brigate dei grandi ristoranti e grazie a Verena Lugert posso finalmente immergermi in questo mondo, ricco di soddisfazioni, ma soprattutto di fatica, bruciature e sacrifici.
L'autrice, con grande coraggio e un pizzico d'incoscienza, ha lasciato un lavoro ben pagato che le regalava molte soddisfazioni per inseguire il sogno di una vita, pur sapendo che gli chef solitamente iniziano la loro formazione alla scuola superiore o frequentano per anni prestigiose scuole di cucina, divenendo così prima dei 30 anni esperti nel loro settore.
 
Un giorno o l'altro, mi dicevo, un giorno o l'altro farai la cuoca. Finchè a un certo punto mi fu chiaro. [...] Devi volerlo davvero. Seguire un percorso. Completare una formazione.

Verena per colmare le sue lacune dispone della sua grande forza di volontà e di un corso di cucina super intensivo, durato sette mesi, che le fornisce una solida base di nozioni per iniziare la sua scalata alla montagna chiamata "cucina di un ristorante stellato".
I primi passi della sua carriera li muove in un locale appartenente a Gordon Ramsay di cui si ripercorre la storia, così come quella di altri chef molto noti che hanno rivoluzionato la ristorazione e costruito dei piccoli imperi con le loro mani.
L'impatto con questa nuova realtà è traumatico e nulla appare come lei aveva immaginato, dai colleghi ai turni di lavoro. 
Giorno dopo giorno Verena si sforza di migliorare, portare a termine i compiti assegnati, carpire i segreti del mestiere, ma farsi accettare da un gruppo ormai collaudato si rivela più difficile del previsto.
Nessuno le fa sconti e si sente ripetere spesso che quel lavoro non fa per lei, che si tratta di una sciocca fantasia e che ormai non può più cambiare la sua vita da giornalista.
Di fronte a una situazione d'impasse che ogni giorno sembra peggiorare Verena finalmente comprende come amalgarsi nella brigata, smettendo di ricambiare i dispetti con altri sgambetti e diventando un componente stimato del team.
 
 Tutta l'energia che ieri investivo cocciutamente nel conflitto, nel testa a testa, nei sabotaggi reciproci per mantenere vivo il sentimento dell'esclusione, nella rabbia, nel leccarmi le ferite - tutta quest'energia, adesso è liberata, e scorre a fiumi, e può finalmente essere incanalata nel lavoro.
 
 A volte il vero problema, è l'atteggiamento che adottiamo di fronte ad un ostacolo e la resilienza dell'autrice è senza dubbio uno degli aspetti che ho più apprezzato del volume. 
La Lugert fissa delle scadenze, si pone degli obiettivi, non si limita a lamentarsi se la vita ha preso una piega a lei non gradita. 
Ci mostra come i sacrifici e lo studio ripagano, in una società in cui la meritocrazia sembra regnare sovrana. Ho trovato "La mia seconda vita tra zucchero e cannella" ispirante, perchè tutti abbiamo bisogno, prima o poi, di esempi positivi che ci spingano a perseverare, a non archiviare in un cassetto i sogni con l'etichetta "irrealizzabile". Le sfide vanno affrontate, non aggirate, perchè ci permettono di crescere ed anche se in quei momenti vorremmo essere a chilometri di distanza, sono gradini da salire per raggiungere i nostri obiettivi.
Non voglio svelarvi il contenuto della seconda parte del volume, ma sappiate che l'autrice svela alcuni preziosi trucchi per le ricette più temute come il terribile uovo in camicia e racconta con dovizia di particolari di una particolare gara di cucina a cui ha preso parte.
Mi ha davvero emozionata leggere dei dubbi provati nel corso della manifestazione e di come le tremassero le gambe, ma sia rimasta salda al suo posto, a fianco di cuochi molto più esperti di lei.
Se amate cucinare o invece preferite i takeaway, questa biografia sarà comunque perfetta per voi!

Voto: 5/5

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