Recensione: E poi non rimase nessuno di Agatha Christie
Nelle ultime settimane ho letto molto e recensito poco,preparatevi quindi a una pioggia di Post. Quanti nelle mie stesse condizioni?
"E poi non rimase nessuno" (Dieci piccoli indiani) è il romanzo più chiacchierato e discusso di Agatha Christie. Il titolo originale (1939) aveva una forte connotazione razzista e si rifaceva ad una canzone popolare del 1868 che l'autrice cita più volte anche nel testo.
La Christie ricorre spesso nella sua produzione a filastrocche o ninne nanne per dare un tocco surreale oltre che destabilizzante agli eventi.
In "E poi non rimase nessuno" ci imbattiamo in un "delitto della camera chiusa" condotto ai massimi livelli: otto sconosciuti vengono invitati con degli stratagemmi su un isola deserta e alloggiati in una villa governata da due domestici. Dopo cena, ognuno di loro è accusato di omicidio e subito dopo uno degli ospiti muore.
Dopo i primi istanti d'incredulità i presenti iniziano a sentirsi in trappola, ma nonostante tutte le precauzioni che mettono in campo il loro numero si riduce giorno dopo giorno.
Vengono strette persino delle alleanze, con i nervi a fior di pelle, per cercare di smascherare il possibile assassino. Il pathos cresce fino a spezzarsi con il drammatico finale che lascia il lettore spiazzato e senza vere risposte.
Sarà l'epilogo a gettare luce sull'intera vicenda, rivelando le motivazioni e l'arroganza di colui che si è sostituito alla giustizia divina.
Se amate i gialli o i thriller adrenalinici non potete non confrontarvi con il capolavoro della Christie. Sono sicura che tra 50 o 100 anni verrà ancora studiato e messo in scena.
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